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Matematica e Cultura 2012: il mio libro più un link
Per chi fosse interessato, il mio libro Algoritmi si può reperire direttamente dall'editore Lietocolle, oppure anche su IBS (ed immagino altri negozi online). L'infanzia di Goedel invece è esaurito da tempo.
Il video della Macchina di Turing è reperibile su Youtube.
Sun, 01 Apr 2012 15:34:00 +0200
Il corso di Tecnologie Web Avanzate
Sta per iniziare il corso di Tecnologie Web Avanzate, che parte per la prima volta quest'anno. Lo tengo io, con l'aiuto di qualche seminario esterno. Si tratta del primo anno, e nella transizione tra due ordinamenti diversi: ci sarà qualche tema in comune col corso che una volta si chiamava LATLS/TW2, e che ora è stato anch'esso aggiornato. Ecco qualche notizia sul corso:
Finalità
Il corso si propone di introdurre gli studenti alle Tecnologie Web destinate all'interoperabilità, alla condivisione di risorse ed alla cooperazione, sia dal punto di vista concettuale che pratico tramite esercitazioni e casi di studio. Il corso consente allo studente di completare la formazione in tema di tecnologie web già iniziata con i corsi di Tecnologie Web e Complementi di Tecnologie Web. Le lezioni frontali teoriche sono complementate da seminari su argomenti specifici, che possono includere anche attività pratiche in laboratorio.
Programma
- Service Oriented Architecture
- Web Services (Base, Tecniche avanzate: coreografia ed orchestrazione )
- (Grid- e ) Cloud Computing (Basi, Cenni su reti peer-to-peer, Esempi di piattaforme per il Cloud Computing e casi di studio)
- Tecnologie Web per la cooperazione e condivisione di risorse (MVC, Piattaforme sociali, Casi di studio)
Bibliografia
M.P. Papazoglou. Web Services: Principles and Technology, Pearson Education, 2008.
T.Erl. Service-Oriented Architecture: Concepts, Technology, and Design, Prentice Hall, 2005.
J.Barr. Cloud computing. Apogeo 2010.
A lezione verrà anche segnalato o fornito altro materiale
Modalità d'esame
Orale obbligatorio + seminario + progetto, a seconda dell'ordinamento (6 o 9 crediti) e delle aspettative di voto.
Mon, 20 Feb 2012 13:50:00 +0200
Programmazione Web Lato server a... Spicchi
Ed ora "Programmazione web lato server" si può compare anche a... Spicchi. E' la nuova collana di ebook di Apogeo, divisi in capitoli o gruppi di capitoli che possono quindi essere "montati" assieme a seconda delle esigenze didattiche.
Programmazione web lato server, gli Spicchi:
- Pagine web statiche
- Siti web dinamici
- Il linguaggio di scripting PHP
- JSP: Java Server Pages
- Java Enterprise Edition: tecniche avanzate
- Tecnologie per il Web 2.0
Mon, 16 Jan 2012 12:50:00 +0200
Il pediatra, il bambino, la rete. Luci e ombre (Palmanova 17 dicembre 2011)
Questi sono i link a pubblicazioni e materiali che ho usato per il mio intervento al convegno "Il pediatra, il bambino, la rete. Luci e ombre" (Palmanova 17 dicembre 2011). Il mio intervento si intitola "Medicina
e rapporti umani/professionali nell'era di Internet e social network".
Un po' di bibliografia:
- Fenton CH. A few fears felt using Facebook. BMJ 2011; 343:d5619
- Jent JF, Eaton CK, Merrick MT, Englebert NE, Dandes SK, Chapman AV, Hershorin ER. The decision to access patient information from a social media site: what would you do? J Adolesc Health. 2011 Oct;49(4):414-20.
- Thompson LA, Black E, Duff WP, Paradise Black N, Saliba H, Dawson K. Protected health information on social networking sites: ethical and legal considerations. J Med Internet Res. 2011 Jan 19;13(1):e8.
- Devi S. Facebook friend request from a patient? Lancet 2011; 377:1141-2
- Pow H. Doctors caught revealing secret patient information in Facebook posts. The Sunday Telegraph September 25, 2010
- Landman MP, Shelton J, Kauffmann RM, Dattilo JB. Guidelines for maintaining a professional compass in the era of social networking. J Surg Educ. 2010 Nov-Dec;67(6):381-6.
- Moubarak G, Guiot A, Benhamou Y, Benhamou A, Hariri S. Facebook activity of residents and fellows and its impact on the doctor-patient relationship. J Med Ethics. 2011 Feb;37(2):101-4.
- McCartney M: We shouldn’t fear social media. BMJ 2011; 343:d4864
- Mansfield SJ, Morrison SG, Stephens HO, Bonning MA, Wang SH, Withers AH, Olver RC, Perry AW. Social media and the medical profession. Med J Aust. 2011 Jun 20;194(12):642-4.
- AMA, NZMA, AMSA. Social media and the medical profession. 2010.
- BMA. Using social media: practical and ethical guidance for doctors and medical students. 2011
- Garante della Privacy. Linee guida in tema di Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) e di dossier sanitario. G.U. n.178, 3/8/2009.
- Garante della Privacy. Linee guida in tema di referti on-line. G.U. n. 288, 11 dicembre 2009.
E per finire le mie slides (che saranno online subito dopo il convegno).
Fri, 16 Dec 2011 21:22:00 +0200
Seconda edizione aggiornata del libro di programmazione lato server
E' appena uscita la seconda edizione aggiornata di "Programmazione Web Lato Server" (V.Della Mea, L.Di Gaspero, I.Scagnetto, Apogeo 2011). La seconda edizione è andata esaurita rapidamente, e l'editore ne ha voluto approfittare per eliminare due problemi tipografici, nel contempo aggiornando leggermente i contenuti. Questa edizione in più ha di sostanziale, tra gli esempi anche un'applicazione per Facebook, oltre ad una revisione dei contenuti mirata ad aggiornare eventuali riferimenti a librerie deprecate.
Mon, 21 Nov 2011 14:45:00 +0200
Bando per un assegno di ricerca / Research fellowship position available
E' disponibile un posto di assegnista di ricerca sul tema "Formalizzazione ontologica della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)". Si tratta di un assegno della durata di un anno, rinnovabile almeno per un altro anno (fondi già disponibili). La scadenza per la domanda è il 7 novembre 2011; ulteriori informazioni nell'albo ufficiale (posizione n.5). Il candidato ideale dovrebbe possedere almeno qualche nozione su ontologie e Semantic Web, e lavorerà a contatto con gli esperti della rete dei centri collaboratori dell'OMS per le classificazioni (ed in particolare col centro collaboratore italiano).
I'm looking for applications for a research fellowship on the topic "Ontological formalization of the International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF)". One year contract, extendible for at least another year (with already available funding). Deadline is 7th November. Further info (in Italian) at the university web site, position no.5, and soon also on EURAXESS (in English). The ideal candidate should know about ontologies and Semantic Web, and he/she will work together with experts of the WHO-FIC network (in particular, with the Italian Collaborating Center).
Fri, 21 Oct 2011 09:43:00 +0200
UdineBarCamp
Domani sarò all'UdineBarCamp. Non sono cittadino di Udine, ma qualcuno dovrà pur iniziare a pensare a come può interagire una pubblica amministrazione con i suoi utenti.
UdineBarCamp: Una giornata di lavoro per fare brainstorming insieme e per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine
Dove: Udine, Via Savorgnana, sede di Friuli Future Forum
Quando: 14 ottobre 2011, 930-17
Cosa: Web e Pubblica Amministrazione. Per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine.
Thu, 13 Oct 2011 08:01:00 +0200
Classificare e valutare sono due cose diverse.
In questi giorni ho incrociato due articoli che suggeriscono la stessa "alternativa" alle metodologie proposte dall'ANVUR per la valutazione: Ricercatori, l'italia si ostina a non adottare criteri europei di Fulvio Esposito e Enrico Alleva (sull'Unità di sabato 1/10/2011) e Poveri ricercatori, frustrati dalle mode e da vecchi preconcetti di Giulio Peruzzi (sul Mattino di Padova di venerdì 7/10/2011).
Entrambi espongono delle critiche su cui posso tranquillamente trovarmi d'accordo. In particolare, più passa il tempo e più mi rendo conto che la sezione relativa ai settori umanistici è ancora distante da soluzioni realmente accettabili.
C'è però un suggerimento che secondo me proprio non funziona.
Entrambi citano una bozza di nota della Commissione Europea intitolata Towards a European Framework for Research Careers, che descrive una classificazione dei ricercatori (in senso generale) in 4 livelli: R1 (first stage), R2 (recognised), R3 (established), R4 (leading).
Secodo Esposito ed Alleva, per ogni livello la nota (citando più o meno letteralmente) presenta una griglia di valutazione assolutamente indipendente dall'area disciplinare, composta da requisiti necessari e competenze auspicabili ma non vincolanti, che secondo loro sono rispettivamente associabili a requisiti di ammissione ed alla formazione di graduatorie. L'ANVUR dovrebbe partire da quelle classificazioni per definire i criteri di ammissione in modo "europeo". Giulio Peruzzi riprende la stessa posizione nell'altro articolo.
Io la nota della Commissione Europea l'ho letta. L'obiettivo è fornire una classificazione dei ricercatori (sempre in senso generale) spendibile sul mondo del lavoro: il ricercatore sa come proporsi, il datore di lavoro sa cosa aspettarsi. Nessun cenno a come valutare: classificare è definire, e non permette di mettere in fila in una graduatoria più persone appartenenti allo stesso livello. Certo, il "datore di lavoro" può essere anche l'università pubblica. Ma che sia una classificazione destinata a ben altro genere di datore (quello che in Italia manca: l'imprenditore che fa ricerca vera) si vede benissimo dalle competenze auspicabili che secondo Esposito ed Alleva dovrebbero servire per formare le graduatorie. Per esempio, due delle competenze auspicabili per il livello R2 sono:
- Understands the agenda of industry and other related employment sectors
- Understands the value of their research work in the context of products and services from industry and other related employment sectors
Voglio proprio vedere una commissione di concorso di un settore umanistico usare regole del genere per stilare una graduatoria.
D'altro canto, le competenze necessarie sono decisamente più ovvie:
- Has demonstrated a systematic understanding of a field of study and mastery of research associated with that field
- Has demonstrated the ability to conceive, design, implement and adapt a substantial programme of research with integrity
- Has made a contribution through original research that extends the frontier of knowledge by developing a substantial body of work, innovation or application. This could merit national or international refereed publication or patent.
- Demonstrates critical analysis, evaluation and synthesis of new and complex ideas
- Can communicate with their peers - be able to explain the outcome of their research and value thereof to the research community
- Takes ownership for and manages own career progression, sets realistic and achievable career goals, identifies and develops ways to improve employability.
- Co-authors papers at workshop and conferences
E sono quelle che già sono più o meno considerate nei concorsi vecchio stampo, dove, nelle valutazioni, si trovano giudizi pertinenti con una valutazione della maturità scientifica, della competenza nel proprio settore, ecc. E che purtroppo però permettono una varietà di interpretazioni, per cui dalla graduatoria finale è a volte difficile risalire a quel "molto buono" invece di "più che egregiamente" che ha fatto la differenza per il vincitore rispetto ad altri candidati.
Alcuni esempi di giudizi ad un concorso, presi a caso usando Google, anonimizzati. Sono tre candidati con i giudizi di due commissari. Chi prendereste?
- C1
- La produzione scientifica della candidata non permette di farsi alcuna idea sulla sua capacita’ di ricerca scientifica autonoma.
- Laureata in XXX con una discreta carriera di studi, presenta titoli che dimostrano interesse per le problematiche della ricerca e della didattica.
- C2
- I lavori presentati evidenziano che il candidato è ancora in una fase di inserimento nella ricerca scientifica autonoma.
- Il profilo complessivo del candidato mostra una produzione discontinua e parziale, che da un lato evidenzia una molteplicità di interessi, mentre da un altro non mette in evidenza capacita' di approfondimento.
- C3
- Il candidato presenta molti lavori nel campo XXX. E’ ben inserito nel proprio campo di ricerca.
- Il profilo scientifico complessivo e' quello di un candidato dalla solida preparazione e indubbie qualità di ricercatore, testimoniate da una produzione scientifica sia in lavori da solo sia in collaborazione con un alto numero di ricercatori a livello internazionale, e da una notevole attività seminariale all'estero. I suoi lavori dimostrano capacita' di affrontare sia questioni XXX generali, sia problemi a cavallo con la XXX.
Fri, 07 Oct 2011 11:12:00 +0200
Ricevimento di oggi sospeso e lezione spostata
Questo pomeriggio (lunedì 3 ottobre 2011) non faccio ricevimento studenti perché ho lezione (spostata all'improvviso, colpa mia).
Invece il mio seminario PHP nel corso di Complementi di Tecnologie Web (ex TW2) sarà domani in seconda fascia invece di mercoledì.
Mon, 03 Oct 2011 10:14:00 +0200
La matematica degli studenti di Medicina
Ho incrociato un interessante articolo su NoiseFromAmerika: Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica, dove l'autore ha verificato che percentuale degli studenti che si sono presentati all'ultimo test di ammissione a Medicina consegue un voto sufficiente, cioé >=6,6 (o anche solo decente, >= 5) sui soli quesiti di matematica e fisica (che sono 11).
Il risultato in effetti è sconfortante: nelle quattro sedi analizzate si va dallo 0,55% (Napoli Federico II) al 2,25% di Milano. L'autore usa questo dato per avere un'indicazione sulla formazione scientifica degli studenti, che in teoria dovrebbero essere già abbastanza selezionati. Anche usando come soglia il voto pari a 5, si va dal 2,36% al 7,18%. Dall'altro lato, un numero di studenti tra il 24% ed il 40% riesce a prendere meno di zero (ricordo che una risposta giusta vale 1, una sbagliata -0,25, una non data 0).
Ho replicato l'analisi su sul test di ammissione Udine-Trieste, quest'anno fatto assieme. I sufficienti sono l'1,52% , i "decenti" l'8,77%, i meno di zero il 18%. La media del voto è 1,66. Che pensare? Secondo l'autore dell'articolo, 9 degli 11 quesiti erano risolubili con normali conoscenze dalle elementari alle superiori.
EDIT: ho fatto i conti anche con solo i 242 che hanno superato il test (96 per Udine, 121 per Trieste, 25 per Odontoiatria): sufficienti 7,85%, decenti 32,64%, meno di zero 13,22%, media 3,77. Una popolazione per fortuna un po' diversa, anche se lo stesso un po' preoccupante.
Wed, 28 Sep 2011 12:28:00 +0200
La risposta dell'ANVUR ai commenti sui criteri di valutazione
In un modo che è sostanzialmente apprezzabile e simile a quanto è successo in Inghilterra per il RAE, l'ANVUR ha effettivamente raccolto pareri sulla sua prima bozza dei criteri di valutazione (di cui avevo parlato qui), ed ha pubblicato un documento di risposta circostanziato. Il documento contiene anche delle proposte di modifica per rispondere ad alcune delle critiche.
Una modifica ragionevole che va nella direzione di riconoscere che ci possono essere diverse strategie di pubblicazione è quella che riguarda i tre indicatori bibliometrici: nella versione precedente il numero di pubblicazioni superiore alla mediana del settore era dominante sugli altri due, mentre ora si propone semplicemente di avere valori superiori in almeno due (qualsiasi) degli indicatori. In questo modo chi pubblica poco ma bene può non avere molti articoli, ma saranno ben citati e daranno luogo ad un buon h-index.
Si sfiorano poi gli usuali problemi relativi all'authorship sia in generale che con le specificità del settore biomedico: conteggio frazionale, valore del primo ed ultimo autore, ecc. Non si propongono soluzioni stabili se non l'osservazione dei pattern di pubblicazione nei singoli SSD per evitare che quelli con caratteristiche sostanzialmente diverse dal resto dell'area siano avvantaggiati o svantaggiati. Nel caso del primo/ultimo autore (in Medicina: autore principale e coordinatore, con autori interni a scalare in importanza) sono d'accordo che è complesso tenerne conto. Le riviste più rigorose in realtà hanno risolto il problema di stabilire il contributo dei singoli autori richiedendo una dichiarazione, in calce all'articolo, che descrive i contributi di ogni firmatario al lavoro complessivo. Situazione questa ancora meno computabile, ma che potrebbe servire alla commissione per valutare nella sostanza gli articoli presentati.
Più delicata la situazione di comunità scientifiche sociologicamente differenziate che convivono nello stesso SSD (dando luogo a distribuzioni multimodali): l'ANVUR prevede che possa essere attivata una procedura di riconoscimento, volta a calcolare le mediane sulle singole popolazioni. Si porrà comunque il problema di comunità tanto specializzate da essere statisticamente poco rilevanti. Quelle comunità potrebbero essere vasi di coccio che si occupano di ricerca apparentemente marginale, ma con la ricerca non si sa mai: spingere alla conversione verso temi più alla moda (perché questo succederebbe) potrebbe costare caro nel lungo termine.
Riguardo i database bibliografici, c'è apertura verso proposte ulteriori in aggiunta ai due soliti ISI e Scopus, il che potrebbe servire per aree scientifiche mal servite dai due grandi. Per l'occasione ho ripreso in mano il software Publish or Perish, che utilizza Google Scholar, e pare che abbia implementato qualche algoritmo un po' più taffinato per selezionare gli articoli. Col mio "delicato" cognome infatti avevo valori piuttosto sballati, ora il mio H-index risulterebbe un più ragionevole 13, compreso tra l'11 di ISI ed il 14 di Scopus (a proposito: io come dovrei presentarmi? Scelgo io? Sceglie la commissione? In modo uniforme oppure caso per caso?).
Riguardo la qualità delle riviste incluse nei due principali database, per fortuna c'è anche Scopus, perché in passato sono stati più volte sollevati dubbi sui criteri di inclusione (non trasparenti) usati da ISI. Anni fa il database era molto orientato verso pubblicazioni statunitensi (es. Seglen PO), che oltretutto ospitano autori statunitensi che si citano (preferibilmente) tra di loro. Ora con Scopus c'è una corsa a chi fa meglio, tanto di guadagnato per tutti.
Non ho competenza per discutere i punti relativi alle aree umanistiche, anche se sono certo che le osservazioni nel punto 3.9 (alcune condivisibili) susciteranno un po' di fastidio. Tuttavia non sono convintissimo della distinzione a priori tra nazionale ed internazionale, anche perché "internazionale" pare significare "in inglese", che è una scelta in qualche modo criticabile. Sarebbe preferibile che la distinzione tra "buono" e "meno buono" fosse fatta anch'essa in base a qualche criterio oggettivo (idealmente l'equivalente di impact factor o meglio: eigenfactor o SJR?).
Wed, 07 Sep 2011 12:26:00 +0200