Relazioni Corso di Progettazione di Siti Web - Valutazione Euristica Molise

Valutazione Euristica Molise

Perimetro dell’indagine:

( Scenario Utente - Euristiche adottate - Metodo di Analisi - Livelli di Gravità )

Scenario utente

Nella descrizione dello scenario d’uso in cui si inserisce l’utente abbiamo considerato alcune caratteristiche di riferimento: uno scenario deve indicare almeno il tipo di utente, l’esigenza informativa o l’obiettivo dell’utente, il contesto in cui si trova l’utente (perchè ha quell’obiettivo), la situazione operativa in cui si trova (cosa sta usando, dove).
Nel prendere la decisione riguardo quale tipo di utenza poteva essere più rappresentativa e più utile per la nostra analisi, ci siamo trovati concordi nel definire un utente con un livello medio di conoscenze informatiche (utente competente) e un impiego consapevole del web anche se per scopi generici e non professionali. Un utente dunque che ha appreso un numero considerevole di compiti e si ’ costruito un modello mentale valido del dominio e del sistema, in grado pianificare in anticipo le azioni da fare per completare un compito, di identificare, diagnosticare e risolvere problemi durante lo svolgimento del compito. In tal modo, anche se molto pochi utenti raggiungono questo livello di competenza, pensiamo sia opportuna come scelta in quanto permette di analizzare in modo pi’ preciso e dettagliato il sito.


Euristiche adottate

Le euristiche adottate nella valutazione euristica del sito sono le 10 euristiche proposte da J. Nielsen, anche se nella versione rivista da Giorgio Brajnik. Per ogni euristica vi è una suddivisione delle domande specifiche in base al contenuto, all’architettura e alla presentazione in modo da favorire un’analisi più approfondita dei problemi. Il valutatore può concentrarsi solamente su uno di questi punti di vista, oppure può organizzare l’analisi o il rapporto finale per ciascun punto di vista in maniera separata.
Qui di seguito viene presentata una sintesi delle euristiche considerate e le loro caratteristiche principali, mentre una descrizione più approfondita la si può trovare al link http://www.dimi.uniud.it/giorgio/dida/psw/euristiche.html .
  • Visibilità dello stato del sistema:

    il sistema deve costantemente informare l’utente su ciò che sta succedendo, fornendo appropriato feedback in tempi ragionevoli.
  • Allineamento tra il mondo del sistema e quello reale:

    il sistema dovrebbe usare lo stesso linguaggio dell’utente, con parole, frasi e concetti familiari all’utente, piuttosto di termini che sono orientati al sistema. Seguire le convenzioni del mondo reale, facendo si che le informazioni appaiano in ordine naturale e logico.
  • Controllo da parte dell’utente e sua libertà:

    gli utenti spesso invocano delle funzioni del sistema per errore e abbisognano delle uscite di emergenza chiaramente indicate in modo da abbandonare degli stati del sistema indesiderati senza dover passare attraverso un lungo dialogo. Si supportino azioni di undo/redo.
  • Coerenza e standard:

    gli utenti non devono chiedersi se parole, situazioni o azioni diverse fanno riferimento alle stesse cose. Si seguano le convenzioni determinate dagli standard ufficiali o di fatto.
  • Prevenzione di errori:

    ancora meglio che dei buoni messaggi di errore è un attento progetto che previene gli errori.
  • Riconoscimento piuttosto di memorizzazione:

    rendere visibili gli oggetti, le azioni e le opzioni. L’utente non dovrebbe dover ricordarsi le informazioni relative ad una parte del dialogo nelle successive. Le istruzioni su come usare il sistema dovrebbero essere visibili o reperibili con facilità ogni volta che è appropriato.
  • Flessibilità ed efficienza d’uso:

    gli acceleratori da tastiera - non visibili da utenti principianti - spesso possono velocizzare l’interazione per utenti esperti, facendo si che il sistema sia allo stesso tempo adatto agli uni e agli altri. Si permetta agli utenti di personalizzare le azioni più frequenti.
  • Design estetico e minimalista:

    i dialoghi non dovrebbero contenere informazioni che sono irrilevanti o raramente usate. Ogni componente informativo in un dialogo compete con gli altri, e diminuisce la loro visibilità relativa.
  • Aiutare l’utente nel riconoscere, diagnosticare e rimediare dagli errori:

    i messaggi di errore devono essere espressi in un linguaggio semplice (non codici di errore), devono indicare con precisione l’errore, e suggerire in maniera costruttiva una soluzione.
  • Aiuto e documentazione:

    anche se è meglio se il sistema può venir usato senza documentazione, può essere necessario fornire degli aiuti e documentazione di riferimento. Questo tipo di informazione deve essere semplice da ricercare, focalizzata sui compiti degli utenti, elencare i passi concreti da eseguire, e non essere troppo grande come dimensione.

Metodo di analisi seguito

Inizialmente, dopo aver deciso quali scenari d’uso del sito considerare, abbiamo determinato anche quali erano le pagine del sito significative da esaminare. Successivamente, come previsto dal metodo di valutazione, ciascuno di noi ha analizzato da solo le parti del sito designate per la valutazione immaginando di essere utenti in determinati scenari. I passi da seguire prevedevano l’analisi di ogni singola pagina rispetto a ciascuna linea guida, producendo la lista delle violazioni e spiegando perchè rappresentava una violazione, associandone dunque una gravità. Solamente in un secondo momento è avvenuto il confronto/aggregazione dei risultati al fine di produrre un unico rapporto.


Livelli di gravità

Per determinare il livello di gravità di un difetto è stato necessario considerare due parametri fondamentali: l’impatto sull’utente e la frequenza con cui il problema si manifesta. Nella tabella riportata in Figura 1 viene evidenziato il modo con cui sono stati calcolati i livelli di gravità. Usando una scala da 1 a 3 (3 sta ad indicare l’effetto peggiore) associata a ciascuno dei due parametri, è stata poi derivata in modo più diretto e sistematico una classificazione della gravità che permesso di distinguere tra problemi minori, seri e critici.

Figura 1: Tabella per calcolare la gravità di un difetto.
Impatto Frequenza Gravità
1 1 minimo
1 2 minimo
1 3 minimo
2 1 serio
2 2 serio
2 3 serio
3 1 critico
3 2 critico
3 3 critico


Un’analisi attenta del contenuto della tabella ci permette di riassumere le caratteristiche salienti della classificazione dei tre livelli di gravità:
  • Livello minimo:

    l’utente è in grado di aggirare o evitare facilmente la barriera, che quindi non incide sulla sua capacità di eseguire il compito.
  • Livello serio:

    la barriera può incidere significativamente sulla produttività e soddisfazione dell’utente perchè egli non riesce ad aggirarla o evitarla facilmente e ha bisogno di molto più tempo per completare il compito.
  • Livello critico:

    il problema non è aggirabile o evitabile: l’utente potrebbe rinunciare a portare a termine il proprio compito oppure commettere molti errori.
Si può pensare dunque un’ulteriore classificazioni delle linee guida in base non solo alla gravità della violazione ma anche in base alla possibilità di valutare o meno l’euristica nella pagina considerata; danotare che in caso possa essere applicata si deve definire il risultato ottenuto, ovvero se risulta soddisfatta oppure violata.
Ghin Paolo, Meneghin Stefano.