Relazioni Corso di Progettazione di Siti Web - Simulazione Euristica Toscana

Simulazione Euristica Toscana

Perimetro dell’indagine:

( Categorie di utenti - Barriere adottate - Metodo di Analisi - Livelli di Gravità )

Categorie di utenti disabili o disabilitati

  • Utenti non vedenti:

    utenti di lettori di schermo o di browser parlanti; utenti di barre Braille; tipicamente ciechi, talvolta ipovedenti. Questa categoria potrebbe includere anche utenti vedenti ma costretti ad usare qualche tecnologia disabilitante: browser che non visualizzano immagini, portali vocali.
  • Utenti ipovedenti:

    utenti ipovedenti di ingranditori di schermo; talvolta utenti degli strumenti di accessibilità offerti direttamente dal sistema operativo. Questa categoria potrebbe includere anche utenti disabilitati da tecnologie quali cellulari e PDA con schermi ridotti, con una ridotta possibilità di interagire.
  • Utenti non udenti:

    persone non udenti o con gravi difetti di udito. La categoria potrebbe includere anche utenti costretti ad usare il sito in situazioni in cui l’audio non può essere sentito (ad es. in una sala lettura, durante una conferenza).
  • Utenti daltonici:

    persone daltoniche (che non usano alcuna tecnologia assistiva). La categoria potrebbe includere anche utenti che usano dispositivi dotati di schermi a bassa qualità, o monocromatici.
  • Utenti disabili motori:

    persone con menomazioni fisiche per le quali l’uso del web può essere influenzato dalla mancanza di controllo muscolare o nervoso delle braccia e mani, da tremore o dalla mancanza di agilità delle dita e delle mani. La categoria potrebbe includere persone solo temporaneamente disabili (ad es. con il braccio in gesso), oppure persone che usano il sito in posizioni inusuali (ad es. durante una presentazione in pubblico, sul podio in piedi).
  • Utenti disabili cognitivi:

    persone con abilità limitata di elaborare e ricordare informazioni, prendere decisioni o apprendere; includono disabili nell’apprendere (dislessici o disgrafici), con disturbi nell’attenzione, con disabilità nella crescita (es. autismo, Down) o con disturbi neurologici (es. Alzheimer). Questa categoria potrebbe includere anche persone che usano il sito sotto stress (ad es. con fretta in un ambiente rumoroso e pieno di distrazioni, o durante la guida di un’automobile). Inoltre la categoria può includere anche visitatori del sito di una lingua straniera.
  • Utenti di browser senza JavaScript:

    utenti di browser o sistemi che non sono in grado di elaborare istruzioni JavaScript. Ad es. microbrowser a bordo di telefonini o PDA; ad es. utenti di sistemi proxy, gateway o transcoder. Anche agenti artificiali, come gli spider dei motori di ricerca, o i sistemi di test automatizzati, si trovano nella situazione di non poter elaborare istruzioni JavaScript.

Barriere per l’accessibilità adottate

Per barriera di accessibilità si intende una qualsiasi condizione che rende difficile o impossibile il progredire verso l’ottenimento di un obiettivo da parte di una persona disabile (o disabilitata) che usa il sito mediante un qualche tipo di tecnologia (assistiva o altro). Una barriera viene descritta in termini di: tipo di utente e di disabilità; tipo di tecnologia assistiva; fallimento, ovvero l’attività che viene ostacolata dalla barriera; le caratteristiche della/e pagina/e che erigono lo barriera. Una descrizione più accurata e approfondita delle barriere di accessibilità la si può trovare al link: http://www.dimi.uniud.it/wg/metodo-barriere.html .
Qui di seguito invece vi è una classificazione delle barriere di accessibilità in base alla categoria e allo scenario d’utenza che può danneggiare:
  • Barriere alla percezione:

    Utenti non vedenti. Immagini ricche senza testo alternativo, mancanza di didascalie del video, colore essenziale, frame inaccessibili, materiale in movimento.

    Utenti ipovedenti. Immagini ricche malposizionate, immagini ricche incluse nello sfondo, contrasto visivo insufficiente, materiale in movimento.

    Utenti daltonici. Colore essenziale, contrasto visivo insufficiente.

    Utenti non udenti. Mancanza didascalie per l'audio, mancanza sincronizzazione.

    Utenti disabili cognitivi. Mancanza di didascalie del video.
  • Barriere all’utilizzazione:

    Utenti non vedenti. Immagini funzionali in sfondo, immagini funzionali prive di testo, link generici, link ambigui, menu dinamici in javascript, eventi mouse, form con redirect, link non separati, nuove finestre, form senza label, temporizzazioni troppo brevi.

    Utenti ipovedenti. Immagini funzionali in sfondo, immagini funzionali prive di testo, menu dinamici in javascript, mancanza di link interni, form con redirect, form ampie, finestre sovrapposte, temporizzazioni troppo brevi.

    Utenti disabili motori. Menu a cascata, eventi mouse, mancanza di link interni, link troppo vicini, nuove finestre, form senza label, temporizzazioni troppo brevi.

    Utenti disabili cognitivi. Link generici, link ambigui, mancanza di link interni, campi di testo, nuove finestre, temporizzazioni troppo brevi.

    Utenti di browser senza Javascript. Menu dinamici in Javascript , menu a cascata, eventi mouse, form popolata automaticamente, form con redirect, validazione dei campi, campi nascosti, nuove finestre.
  • Barriere alla comprensione:

    Utenti non vedenti. ASCII art, titoli spaziati, troppi link, tabelle dati, tabelle di impaginazione, pagine senza titoli, frame senza titolo, marcatura della lingua, suddivisione in sezioni, immagini come titoli.

    Utenti ipovedenti. Troppi link, immagini come titoli.

    Utenti disabili motori. Troppi link.

    Utenti disabili cognitivi. Assenza di icone, testo complesso, sito complesso, troppi link, suddivisione in sezioni.
  • Barriere al controllo da parte dell’utente:

    Utenti non vedenti. Troppi link, suddivisione in sezioni, mancanza di tasti rapidi, skip links, pagina

    Utenti ipovedenti. Solo testo, controlli del browser disabilitati, mancanza di link interni, righe di testo lunghe, troppi link, mancanza di tasti rapidi, testo non ridimensionabile, skip-links, controlli del browser disabilitati.

    Utenti disabili motori. Mancanza di link interni, troppi link, mancanza di tasti rapidi, controlli del browser disabilitati.

    Utenti non udenti. Mancanza sincronizzazione.

    Utenti disabili cognitivi. Mancanza di link interni, troppi link, suddivisione in sezioni, pagina solo testo.

    Utenti di browser senza Javascript. Controlli del browser disabilitati.

Metodo di analisi seguito

Inizialmente, dopo aver deciso quali scenari d’uso (categorie d’utenza) del sito considerare, abbiamo determinato anche quali erano le pagine del sito significative da esaminare. A questo punto lo studio è continuato in maniera sistematica, pagina per pagina, cercando di capire se una qualche barriera poteva emergere dalla pagina sotto osservazione. In caso affermativo, in base al contenuto e ruolo della pagina, abbiamo provato ad analizzare e capire l’impatto della barriera sull’utente e sui suoi possibili compiti, e quindi assegnato anche un livello di gravità della barriera. Nel valutare la gravità di un problema si è deciso di considerare due parametri, l’impatto che un problema può avere sull’efficacia, produttività e sicurezza di un utente che sta svolgendo un determinato compito in una determinata situazione operativa e la frequenza con cui quel problema si presenta all’utente durante lo svolgimento di quel compito. Nella sezione successiva vengono presentate le caratteristiche dei livelli di gravità ed i dettagli su come assegnare una gravità ai problemi riscontrati durante l’analisi.


Livelli di gravità

Per determinare il livello di gravità di un difetto è stato necessario considerare due parametri fondamentali: l’impatto sull’utente e la frequenza con cui il problema si manifesta. Nella tabella riportata in Figura 1 viene evidenziato il modo con cui sono stati calcolati i livelli di gravità. Usando una scala da 1 a 3 (3 sta ad indicare l’effetto peggiore) associata a ciascuno dei due parametri, è stata poi derivata in modo più diretto e sistematico una classificazione della gravità che permesso di distinguere tra problemi minori, seri e critici.

Figura 1: Tabella per calcolare la gravità di un difetto.
Impatto Frequenza Gravità
1 1 minimo
1 2 minimo
1 3 minimo
2 1 serio
2 2 serio
2 3 serio
3 1 critico
3 2 critico
3 3 critico


Un’analisi attenta del contenuto della tabella ci permette di riassumere le caratteristiche salienti della classificazione dei tre livelli di gravità:
  • Livello minimo:

    l’utente è in grado di aggirare o evitare facilmente la barriera, che quindi non incide sulla sua capacità di eseguire il compito.
  • Livello serio:

    la barriera può incidere significativamente sulla produttività e soddisfazione dell’utente perchè egli non riesce ad aggirarla o evitarla facilmente e ha bisogno di molto più tempo per completare il compito.
  • Livello critico:

    il problema non è aggirabile o evitabile: l’utente potrebbe rinunciare a portare a termine il proprio compito oppure commettere molti errori.
Ghin Paolo, Meneghin Stefano.